05.10.2012
Napoli » Giuseppe Parente

Etleboro

Gli operai della Fincantieri lavorano anche di notte. L’azienda ha preso un impegno e loro, con grande senso di responsabilità, ci tengono a rispettarlo.

Per il mese di dicembre, infatti, i cassoni necessari alle operazioni di bonifica della Costa Concordia devono essere pronti, ma permane una situazione di angoscia per quel che può succedere dopo Natale. Di questo si è parlato nel corso di una assemblea di fabbrica, tenutasi ieri in un clima teso, segnata da preoccupazioni e divisioni sulle iniziative di lotta da mettere in campo per salvare lo storico cantiere navale di Castellammare. La prima iniziativa per la difesa del diritto al lavoro, è stato il corteo delle tute blu, partito ieri mattina, alle ore nove, diretto verso la statale sorrentina. Più numerosi che durante le altre manifestazioni, gli operai di Fincantieri hanno deciso di riprendere la protesta per il rischio licenziamenti. Gli operai non condividono il piano industriale dell’azienda presentato il 25 settembre scorso che prevede, fino al 2017, la costruzione di imbarcazioni fluviali di piccola e media grandezza; commesse che non garantirebbero il posto di lavoro a tutti i dipendenti in forza al cantiere stabiese né tanto meno ai lavoratori dell’indotto. Molti operai considerano il piano industriale che prevede la costruzione di piccole navi yacht invece che delle tradizionali navi da crociera come l’anticamera della sicura chiusura. Per questo motivo, pur continuando a lavorare, già all’indomani del vertice romano, proclamarono 3 ore di sciopero giornaliero. Una protesta che, hanno fatto sapere i lavoratori, durerà fino al prossimo 10 ottobre, giorno in cui è in agenda, salvo sorprese, un nuovo incontro tra governo, azienda e parti sociali per discutere, in maniera precisa e dettagliata, della realizzazione del bacino di costruzione a Castellammare. Il corteo degli operai stabiesi ha rallentato il traffico ed ha provocato disagi per pendolari e turisti che hanno tollerato questa situazione comprendendo in pieno le loro ragioni. La situazione di disagio è durata solo due ore, poi la situazione è tornata alla normalità, almeno per qualche ora. Oggi, infatti, si ritorna in strada.

 

 

 

Giuseppe Parente