05.10.2012
Impakt » Ernesto Ferrante

Etleboro

L'ondata giustizialista c'è, il falso nuovo che avanza pure (Grillo, Renzi e Oscar Giannino...tanto per cominciare), la svendita degli ultimi gioielli di casa è in fase avanzata e la premiata compagnia dei sindaci, riveduta e corretta, è pronta a salire sul palco del Teatrino Italia.

L'ottobre dolciastro da poco iniziato, ha un qualcosa di conosciuto, di già assaporato. Di raffermo, penserebbe qualcuno; di ammuffito, diciamo noi. Ormai i burattinai non si preoccupano nemmeno più di dotare i propri burattini di travestimenti più alla moda per attrarre la platea belante. Il copione viene riproposto così com'è, nudo e crudo, senza zuccherini e pasticcini di accompagnamento.

Con le Province in agonia, le Regioni in avaria e le Camere affette da afasia, la cricca di governo e di lotta (ai diritti), può ultimare la somministrazione della prima parte di chemioterapia prescritta dalla Troika. 

Poi si passerà alla fase due, ma è importante che il malato non crepi prima, lasciando a mani vuote la rinomata equipe eurocratica al suo capezzale. Per indurlo a reagire, occorre dargli una speranza, a debito o a credito poco importa, basta che sia fruttuosa. Con l'appeal del grigiocrate in calo e la lotta tra le caste di stato in atto, occorre un distrattore, un pifferaio di montagna che renda più dolce l'ingresso degli aghi nelle carni devastate dell'assistito.  

Le selezioni in stile Grande Fratello sono in pieno svolgimento e gli aspiranti nuovi inquilini della Casa del potere, non lesinano elucubrazioni e pistolotti autoreferenziali, davanti alle telecamere e ai taccuini dei gazzettieri del nulla incartato. C'è chi gira in camper (anche questo s'era già visto), chi tresca nelle segreterie, alla vecchia maniera, e chi scorrazza tra un convegno e l'altro inanellando ovvietà e vanità. Giullari con pretese da caporali e caporali con prospettive da giullari, si scambiano i ruoli in un ballo di cattivo gusto, sotto gli occhi di un esercito di pluriesodati muniti di tessera elettorale.

A lorsignori rivolgiamo un accorato appello, prendendo in prestito le parole pronunciate da Oliver Cromwell il 20 aprile 1653 nello sciogliere il parlamento inglese: “Siete diventati intollerabilmente odiosi per l'intera nazione; il popolo vi aveva scelto per riparare le ingiustizie, siete voi ora l'ingiustizia! Ora basta! Portate via la vostra chincaglieria luccicante e chiudete le porte a chiave. In nome di Dio, andatevene!”. 

E fate pure in fretta....

 

 

 

Ernesto Ferrante