04.10.2012
Emergenza rifiuti » Antonio Casolaro

Etleboro

Nella regione al primo posto per i tumori in Italia può anche accadere che una discarica divenuta una bomba ecologica, a causa di una gestione criminosa, venga affidata dopo anni agli stessi criminali che l’hanno portata allo stato attuale. Roba da far impallidire anche un regista di horror di serie b.

E’ successo a Napoli nel sito di Contrada Pisani, la mostruosa discarica che terrorizza tutta la zona flegrea, emblema di una terra avvelenata e ridotta in fin di vita da decenni di sversamenti industriali per lo più provenienti dal nord. Liquami, solventi, vernici, scorie, inghiottiti dalla terra napoletana senza adottare alcuna misura di sicurezza, per il guadagno facile di porci incravattati, politici indegni e camorristi senza scrupoli né onore. Può accadere che per lo schifo che respiriamo e che ci entra nel sangue tramite il latte materno intere famiglie siano decimate da malattie fulminanti sempre più frequenti e bambini si ammalino di leucemie devastanti per aver la sola colpa di aver calpestato la stessa terra calpestata da tali escrementi umani. Si può sopportare anche questo, e i napoletani lo sanno bene. Vivere da queste parti è un atto di fede incondizionato, un suicidio d’amore per una terra che ci sta inghiottendo nel suo ventre sazio di veleni. Si può sopportare ancora a mala pena che le istituzioni siano per anni state complici di questo scempio immondo. Ma quello che non si può sopportare, quello che ha colmato ogni misura di sopportazione umana è che lo Stato ancora non sappia da che parte stare. Il ministero dell’Ambiente dell’allora ministro Pecoraro Scanio stanziò circa due milioni di euro per la bonifica di questa area considerata ad altissimo rischio ambientale anche e soprattutto per l’alta densità di popolazione residente ai margini della discarica; milioni poi affossati dalla burocrazia amministrativa e attualmente spariti nel nulla. Incredibile, come è incredibile che la DI.FRA.BI, ditta che per oltre un decennio ha gestito la discarica di contrada Pisani, seppur indagata e sottoposta ad interdittiva anti mafia, non ha mai visto condannato nemmeno uno dei suoi soci. Tutti incredibilmente assolti dai reati di disastro ambientale ed epidemia colposa. Del resto le tante prescrizioni giudiziarie dei reati del “re della munnezza” Bassolino dimostrano chiaramente che non c’è nessuna volontà da parte dello stato e della magistratura di dare un segnale di cambiamento, e da ultimo, come se non bastasse, la bocciatura del registro dei tumori in Campania, depennato dal governo perché contrario ai dettami imposti dal piano di austerity, fa venire davvero il disgusto. Ma l’inimmaginabile è appena dietro l’angolo. S.A.P.NA, l’ente della provincia di Napoli che si occupa dello smaltimento dei rifiuti, ha affidato alla COSMER S.p.a. la gestione della discarica di Pianura preferendola a decine di altre società concorrenti che offrivano lo stesso servizio a prezzi più favorevoli, almeno stando a quando trapelato da indagini disposte dalla Procura della Repubblica. Quella che potrebbe sembrare semplicemente una gara d’appalto truccata nasconde ben altro: infatti spulciando tra le visure camerali della suddetta società si trovano incredibilmente nomi, famiglie e gruppi imprenditoriali già coinvolti nella mala gestione della discarica come la famigerata DI.FRA.BI… Sì, proprio la DI.FRA.BI, responsabile dello sversamento a Pianura di più di 30 milioni di tonnellate di rifiuti altamente tossici provenienti da aziende di Torino, Ferrara, Bergamo e Varese e, di conseguenza, direttamente responsabile anche dell’epidemia di tumori ed in particolare del temibile linfoma di Hodgkin, che a Pianura è diffuso tra i bambini quasi quanto il morbillo. Neanche il più pessimista degli osservatori avrebbe potuto immaginare uno scenario così assurdo, inspiegabile e inammissibile come quello attuale. Insomma l’assassino è tornato sul luogo del delitto e lo Stato gli ha organizzato anche un comitato di benvenuto a quanto pare.

 

 

 

 

Antonio Casolaro