28.09.2012
Napoli » Giuseppe Parente

Etleboro

Lo stabilimento Fincantieri di Castellammare di Stabia dice addio alla produzione di navi da crociera.

In estrema sintesi, è emerso questo nel corso della riunione a Roma, presso il Mise, a cui hanno partecipato la Regione Campania, rappresentata dall’assessore al Lavoro Severino Nappi, il sindaco di Castellammare Luigi Bobbio, l’autorità portuale di Napoli e i rappresentanti dell’azienda.

Uno sviluppo che non lascia intravedere nulla di buono circa la realizzazione del bacino di costruzione. Nel corso del tavolo è stata confermata la disponibilità da parte della Fincantieri a mantenere la vocazione cantieristica del sito stabiese, con specializzazione nel settore della traghettistica e l’inserimento nel mercato dei grandi yacht. Fincantieri ha garantito interventi per l’adeguamento tecnologico ed infrastrutturale escludendo il ricorso a procedure di licenziamento. 

Una prima buona notizia, un piccolo passo in avanti in una vertenza davvero complessa.  Il 10 ottobre, salvo sorprese, dovrebbe esserci una nuova riunione per sottoscrivere il protocollo d’intesa propedeutico alla stipula del contratto di programma, con un coinvolgimento dei Ministeri della Difesa, del Lavoro, dell’Interno e dell’Ambiente.

Sul bacino però nessuna certezza, al momento. In una nota la Uil, attraverso il portavoce Sgambati ha fatto sapere che pur valutando positivamente la decisione di Fincantieri di presentare una missione per il cantiere di Castellammare, ma c’è bisogno di aver maggiori e precisi dettagli per garantire l’occupazione attuale e dell’indotto. 

Intanto i lavoratori della Conav, dell’indotto Fincantieri, da tre anni in cassa integrazione, nella giornata di martedì 25 settembre sono scesi di nuovo in piazza, a Castellammare, per chiedere un incontro con il titolare dell’azienda perché c’è il rischio che la ditta venga messa in liquidazione con il conseguente addio agli ammortizzatori sociali. 

Il mese di ottobre è decisivo per il destino dei lavoratori di Fincantieri e dell’indotto.  Si prospetta, dunque, un autunno caldissimo dal punto di vista delle vertenze lavorative nel comprensorio stabiese.

 

 

 

Giuseppe Parente