26.09.2012
Italia » Ernesto Ferrante

Etleboro

Un’altra storia di ordinario sudiciume ha scosso le fondamenta dei palazzi del potere di casa nostra.

Il direttore dell’ufficio delle Poste del Senato, Orlando Ranaldi, di 53 anni, originario di Olevano Romano, è stato arrestato dai carabinieri per spaccio di cocaina. L’uomo è ritenuto il braccio destro di un boss albanese che gestiva i pusher nella parte sud dell’hinterland di Roma. Non si fa in tempo a commentare la suinopoli laziale che già si apre un nuovo fronte della vergogna. 

Grugniti, cocaina e ruberie varie scandiscono ormai a ritmo costante le giornate di un Paese in miseria, costretto ad assistere impotente allo stupro delle sue istituzioni per mano di un branco selvaggio di predoni famelici. 

Schifo e sdegno si mescolano in un amaro calice che il popolo tartassato e ammutolito dalle leggi liberticide varate dal monogoverno puntellato dal centrodestrasinistra a viziunificati, è costretto ad ingurgitare ogni maledetto giorno.  Vestali del ribaltabile e satiri delle segreterie sghignazzano al suono dei tappi delle bottiglie di champagne, mentre i cittadini a cui chiedono il voto, sono costretti a rubare una bistecca nei supermercati per mettere qualcosa a tavola. 

C’è chi dorme in un parco perché non può permettersi più neanche quattro misere mura e chi, a spese dei contribuenti, compra macchine per le flatulenze pomeridiane, per poi scoprire che, sbafo dopo sbafo, sempre con i soldi pubblici, non riesce neanche più ad entrare nell’abitacolo. Ronfano e risucchiano, sputacchiando sul decoro, sulla morale, sulla dignità. 

È l’Italia dei maiali...

 

 

 

Ernesto Ferrante