10.08.2012
Caserta » Ernesto Ferrante

Etleboro

E' stato fatto tutto con la consueta tempistica, confidando nell'aiuto dell'estate e nella poca attenzione dei cittadini, ma il giochetto non ha funzionato.

L'approvazione da parte del Consiglio Comunale di Presenzano, avvenuta durante la seduta del 25 luglio scorso, dell'Atto Transattivo che consente alla Edison S.p.A. di avviare la costruzione di una Centrale Termoelettrica Turbogas di ben 810 MW su un territorio che già ospita una Centrale idroelettrica, ha messo in agitazioni cittadini ed amministratori non solo del comune dell'alto casertano ma anche del vicino Molise che si sono detti pronti a contrastare tale scellerato accordo con il quale l'Amministrazione Comunale ha rinunciato a portare a termine le battaglie legali condotte per anni al fine di impedirne la realizzazione. Ci piacerebbe sapere se, come ed eventualmente quando sono cambiate le condizioni ostative alla sua allocazione.

Probabilmente soffriamo di amnesie e ci è sfuggita la trasformazione della zona interessata da agricola ad industriale.

Se poi a cambiare è stato solo l'orientamento di qualche amministratore e dei suoi sponsor politici, in cambio della promessa di qualche posto di lavoro o di una generosa “compensazione”, vorremo sapere come si intende conciliare la più volte strombazzata valorizzazione della vocazione agroalimentare della zona con  la presenza ingombrante, sulle rive del Volturno, tra due Parchi regionali e una Comunità Montana, di una Turbogas che produce 1,6 milioni di tonnellate di CO2 l'anno e lo stesso inquinamento generato dal traffico veicolare di una città di 50mila abitanti. Se a ciò aggiungiamo che stiamo parlando di vallata chiusa in cui c'è poco circuito d'aria e che vede già la presenza di più centrali energetiche, inceneritori e impianti di smaltimento rifiuti che bruciano 130 mila tonnellate annue, la questione diventa ancora più spinosa. Se davvero non vi sono rischi per la salute dei cittadini, perché il Sindaco di Presenzano, Vincenzo D'Errico, continua a declinare l'invito al confronto da parte dei Sindaci dei Comuni limitrofi?

“E' bene che tutti sappiano, è scritto nella lettera aperta del Comitato per la salvaguardia dell'Alto Casertano,  che la responsabilità di questo scempio ricade sul Sindaco Vincenzo D'errico e tutti i Consiglieri comunali che hanno dato parere favorevole. Questi non solo sono responsabili di fronte al Nostro Territorio e a tutta la Popolazione che lo abita, essi hanno disonorato le generazioni passate e compromesso quelle future, che sono state e saranno legate a questa nostra Amata Terra”.

Una terra che, si legge ancora, “non possiamo e non dobbiamo abbandonare. Non possiamo accettare che l'annientamento del nostro futuro e l'avvelenamento della nostra salute passino così inosservati, per questo c'è ancora molto da dire e da fare. Credono che questa sia terra di nessuno dove poter speculare. Ci troveranno invece uniti e compatti come non mai”.

 Il primo cittadino presenzanese, dal canto suo, si è affrettato a precisare di non aver dato alcuna autorizzazione alla Edison, in quanto è stato il ministero, un anno fa, ad autorizzarla. “Abbiamo deciso di concordare con Edison la realizzazione della struttura, precisa D'Errico, perché intendiamo sfruttare al meglio le possibilità che ci vengono offerte. Purtroppo la nuova legge, quella detta sblocca centrali, toglie ai comuni molte armi per opporsi adeguatamente”.

 Sul piede di guerra sono, oltre ai cittadini, anche l'Ordine dei Medici di Campobasso e l'International society of doctors for the environment (Isde). Il presidente dell'Ordine, Gennaro Barone, e quello dell'Isde, Bartolomeo Terzano, sottolineano come la combustione, oltre a produrre particolato sottile e nano particelle, emetta in atmosfera metalli pesanti e diossina, liberando, senza possibilità di poterli bloccare, idrocarburi policiclici aromatici e carbonio organico.

“Sono prodotti chimici altamente tossici e pericolosi, spiegano, che proprio nella loro forma molecolare giungono a contaminare l'aria che respiriamo e che respirano i nostri figli. Tali sostanze altamente tossiche, introducendosi nella catena alimentare, finiscono con il ritrovarsi nei cibi per i prossimi decenni”.

 

 

 

 

Ernesto Ferrante