18.07.2012
Attualità » Giuseppe Parente

Etleboro

Nei primi 6 mesi del 2012, la cassa integrazione ha superato il mezzo miliardo di ore, in evidente aumento sullo stesso periodo dello scorso anno.

In cassa a zero ore sono finiti oltre 500 mila lavoratori con un taglio del reddito per oltre 2 miliardi di euro, cioè quasi 4000 euro in meno per ciascuno. Questa è l'amara fotografia che emerge dalle elaborazioni delle rilevazioni Inps da parte dell'Osservatorio Cig del dipartimento Settori produttivi della Cgil Nazionale nel rapporto di giugno. L'impennata della cassa integrazione ordinaria, secondo quanto osserva Elena Lattuada, segretario confederale della Cgil, dimostra in maniera chiara, come siamo di fronte ad un assestamento della crisi su livelli negativi, peggiori del 2012, con un trend nella richiesta di ore che mira al miliardo, considerando tutto il 2012. Altro che ripresa produttiva. Ciò che desta particolare attenzione è l'aumento della richiesta di ore di cassa integrazione ordinaria, segno evidente di come il sistema produttivo italiano non si attenda nei prossimi mesi la tanto agognata ripresa. Per quanto riguarda le singole regioni di Italia, è la Lombardia che registra il ricorso più alto alla cassa integrazione, con oltre 120 milioni di ore, seguita dal Piemonte con 67 milioni, e dal Lazio con oltre 45 milioni, mentre per quanto riguarda il sud Italia, la Campania detiene il triste primato con oltre 30 milioni di ore. Relativamente ai settori, invece, la meccanica si conferma il segmento produttivo in cui si riscontra, ancora una volta, il ricorso più alto a tale strumento. Infatti secondo il rapporto della Cgil, sul totale di 500 milioni di ore di cassa integrazione, la meccanica pesa per oltre 165 milioni, segue il settore del commercio con oltre 76 milioni di ore, medaglia di bronzo, si fa per dire, all'edilizia con quasi 57 milioni di ore. In una situazione di forte crisi economica, il ricorso alla cassa integrazione, fa calare la capacità di produzione di reddito per migliaia di cassaintegrati, che secondo i dati dell'osservatorio, hanno perso quasi 4 mila euro all'anno. Una cifra di tutto rispetto, specie al sud, dove sono davvero tante le famiglie monoreddito, nelle quali grazie unicamente al lavoro del marito, si riusciva, seppur con mille sacrifici, a tirare avanti. Un'impresa impossibile, allo stato attuale.

 

 

 

Giuseppe Parente