09.07.2012
Napoli » Ernesto Ferrante

Etleboro

Il Sindacato Or.S.A. ha diffuso una nota per far luce su alcuni aspetti della sempre più ingarbugliata vicenda della Circumvesuviana. 

Le notizie di disservizi veri o presunti riportate da passeggeri e cronisti, gli atti di teppismo sempre più frequenti ai danni dei mezzi e la strisciante incertezza sul futuro occupazionale dei lavoratori, costituiscono una miscela esplosiva da tenere sotto controllo.

Su una flotta di 118 elettrotreni di vecchio tipo (FE220 e T21), 53 hanno un impianto di condizionamento che è obsoleto, rumoroso e, nella migliore delle ipotesi, non funzionante. La “sanificazione” dell'impianto non viene effettuata addirittura dal 2008 e la sostituzione dei filtri è una chimera, nonostante gli impegni scritti presi in presenza di funzionari dell'ASL NA 1, fin dalla fine degli anni novanta. 

L'impianto a “pompa di calore”, che avrebbe dovuto risolvere il problema, finanziato con i “fondi di rotazione” è stato installato solo su 65 Elettrotreni, di cui attualmente appena 8 sono in circolazione, perché gli altri 57 sono fermi per i più svariati “motivi tecnici”.

 E non va meglio per i tanto decantati Metrostar: dei 24 sulla carta, solo 7 sono in servizio. 

Basta fare due rapidi conti per “scoprire” che sui circa 58 ETR in circolazione a fasi alterne perché, come spiega il personale, l'uso continuo ne determina un maggior percentuale di guasti, solo 15 hanno un impianto di climatizzazione della cabina funzionante.  Oltre alle anomalie per così dire “fisiologiche”, ci si mette anche la scarsa climatizzazione a rendere usurante il lavoro del personale e a dir poco tribolati i vaggi dei passeggeri.  L'esperienza e il buon senso dei conducenti spesso mascherano lacune gravi, ma i problemi non spariscono con la bacchetta magica.

 “La nostra disponibilità, avvertono i sindacalisti di base, non deve essere confusa con una totale acquiescenza a quelli che sono i desideri di alcuni dirigenti dell'Ente Volturno, che, volendo mascherare le loro pecche ed inadempienze nelle passate gestioni in altre aziende di trasporto, la loro nomina sotto altra amministrazione regionale, cercano di “ricrearsi una verginità” politica e dirigenziale, provando a far quadrare i conti dell'azienda, non eliminando sprechi, diseconomie, dirigenze inutili o duplicate, esternalizzazione di lavorazioni che potrebbero esser fatte a minor costo e con maggiore qualità dai dipendenti in organico, ma soltanto facendone gravare il peso sui lavoratori, in particolar modo su quelli direttamente legati all’esercizio ferroviario, con aumenti spinti di produttività e mobilità interna forzata”. 

 Dal settembre scorso, come abbiamo già scritto in alcuni articoli precedenti, gli stipendi dei dipendenti sono stati tagliati, a fronte della pressante richiesta di aumenti di produttività e della riduzione dell'organico aziendale (- 15%).  La cura dimagrante imposta per raddrizzare i conti, ha riguardato in maniera molto marginale i dirigenti e l'OrSA attende, dal 26 aprile scorso, che l'assessore ai trasporti, il senatore Vetrella, si decida ad aprire un tavolo tra le parti, promesso a più riprese, per trovare le soluzioni ai problemi che avevano determinato il blocco delle corse. 

Quelli ascoltati finora sembrano solo semplici proclami. Nell'email inviata qualche settimana fa dal'Amministratore Unico dell'Ente Autonomo Volturno, Nello Polese, al presidente della Regione Campania Stefano Caldoro, all'assessore ai trasporti Sergio Vetrella e ad alcuni sindacati, si manifesta tutta la gravità dell'attuale situazione finanziaria, che si evince anche dalla comunicazione, allegata, di IFITALIA in cui la società comunica che non erogherà ulteriori crediti all'EAV.

 

 

 

Ernesto Ferrante