12.07.2012
Caserta » Ernesto Ferrante

Etleboro

Prosegue su tutto il territorio nazionale la mobilitazione di magistrati, avvocati e dipendenti per evitare la chiusura di quasi mille uffici giudiziari, prevista dall'inopinato piano di riordino varato dal ministro “tecnico” della Giustizia, Paola Severino.

Un papocchio in contrasto con il buon senso, con i principi di base della finanza pubblica, con la velocizzazione dei processi e, soprattutto, con la lotta contro le organizzazioni criminali, ormai ridotta unicamente a vuoto spot elettoral-propagandistico. Una revisione di spesa, detta all'inglese “spending review” per omaggiare la lingua cara ai padroni degli italians al governo, che, oltre a non portare benefici seri, avrà come prima terribile conseguenza l'interruzione di migliaia di udienze e processi in zone di “frontiera”, all'interno di edifici recentemente ristrutturati e potenziati. Uno dei fronti più caldi è, per ovvie ragioni che a dei professoroni che si rispettino dovrebbero essere arcinote, quello casertano.

Il presidente della commissione antimafia Beppe Pisanu ha ricevuto i vertici giudiziari della provincia di Caserta e i rappresentanti dell'avvocatura, preoccupati per la rimodulazione giudiziaria che riguarda la loro zona di competenza.  L'audizione, durata circa due ore, è stata scandita dal forte disappunto per un provvedimento che potrebbe determinare l'ulteriore collasso della giustizia nei territori della camorra.  Pisanu, che ben conosce le criticità esistenti sia nella sua qualità di presidente della commissione, sia come ex ministro dell'Interno, si è detto disponibile ad attivarsi presso il Governo per rappresentare quanto evidenziato dagli avvocati e dai giudici sammaritani. 

E' stata, altresì, decisa la predisposizione di un documento analitico che il presidente Pisanu provvederà a consegnare al Guardasigilli, la cui redazione è stata affidata ai parlamentari Pina Picierno e Carlo Sarro, rispettivamente del Pd e del Pdl, forze politiche che, se a quelle latitudini esistesse la coerenza, non dovrebbero prendere impegni in tal senso, dato che per meri interessi di bottega, sostengono incondizionatamente un governo che sta massacrando il paese.

Presenti all'incontro, il presidente della Corte di Appello, Antonio Bonajuto; il presidente del Tribunale, Andrea Della Selva; il capo della Procura Corrado Lembo e una delegazione del Consiglio dell'Ordine degli Avvocati con il presidente Alessandro Diana e i consiglieri Pierluigi Basile e Raffaele Boccagna. “Nel corso dell'audizione resa ieri in Senato al presidente della commissione parlamentare Antimafia ho spiegato l'inopportunità di procedere allo smantellamento di tutti i presidi di legalità come sono le sezioni distaccate del Tribunale in un momento in cui è in atto nella provincia di Caserta una guerra senza quartiere tra lo Stato e la criminalità organizzata ma anche ordinaria”, ha dichiarato il capo della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, Corrado Lembo, durante la conferenza stampa tenutasi per illustrare i risultati di una maxi inchiesta che ha smantellato un'associazione a delinquere dedita alle truffe alle compagnie assicurative. 

Netto il suo no al taglio delle cinque sezioni distaccate del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, ovvero Caserta, Marcianise, Carinola, Aversa e Piedimonte Matese.  Lembo, affiancato dal procuratore aggiunto Raffaella Capasso e dal sostituto Maurizio Giordano, ha aggiunto: “Nel Casertano i clan hanno ancora il controllo del territorio, non illudiamoci che la partita è vinta. Basta ricordare che i più importanti latitanti della camorra sono stati catturati nei loro paesi d'origine e residenza.  In questa provincia non è possibile risparmiare se si vuole battere la camorra, che danneggia l'economia ma anche il tessuto democratico”. 

“E' come se l'esercito levasse le proprie basi mentre è in guerra; il rapporto tra istituzioni e mafia, ha concluso l'esperto magistrato, è fatto anche di simboli, come lo sono le sezioni distaccate”.

 

 

 

 

Ernesto Ferrante