06.07.2012
Campania » Ernesto Ferrante

Etleboro

Non si calmano le acque nell'azienda della mobilità di Salerno e provincia. L'Unione Sindacale di Base, a seguito della gravissima situazione in cui versano i lavoratori della società CSTP S.p.A., proclama lo stato di agitazione di tutti i dipendenti e chiede al Prefetto di intervenire per esperire il tentativo di conciliazione come previsto dalla legge 146/90 e successive modifiche.

Si sta valutando anche la possibilità di una diffida legale per la Professoressa Adele Caldarelli, Commissario nominato dal prefetto di Napoli per la quantificazione della compensazione delle somme dovute all'azienda da parte della Regione Campania, come stabilito dal Consiglio di Stato nelle sentenze n. 04682/09 e 08736/10. La sua lentezza nel fare quanto dovuto, potrebbe prefigurare un “ingente danno erariale” per i soci del CSTP, nonché un danno irreversibile, sia economico che esistenziale, per i lavoratori, se si considera che il piano industriale annunciato prevede licenziamenti e l'inevitabile dissoluzione dell'azienda. Gli uomini del sindacato di base auspicano, inoltre, un'inchiesta della Procura della Repubblica che faccia luce sull'inspiegabile messa in liquidazione volontaria dell'azienda per sottocapitalizzazione quando solo il suo patrimonio immobiliare risulta essere almeno 8 volte maggiore dell'intero capitale sociale, formalizzato in 5 milioni di euro. Incomprensibile appare anche il fermo tecnico di quasi l'80% della flotta aziendale. Accanto a questi atti “di prassi” ve ne è uno che, a nostro avviso, merita una menzione particolare: l'avvio della raccolta delle procure per mettere insieme i crediti vantati dai lavoratori al fine di acquisire una percentuale importante delle quote societarie ed entrare nella gestione dell'azienda per fermarne la liquidazione. Lo strumento giuridico allo studio dell'ufficio legale di USB, permetterà ai lavoratori di essere direttamente rappresentati nel CdA, consentendo il controllo di tutte le scelte aziendali che finora si sono dimostrate fallimentari a danno di soci, cittadini e lavoratori. Senza stipendi e senza prospettive, i lavoratori, stanchi delle vuote promesse dei manager di nomina politica, denunciano lo smantellamento del CSTP attraverso la svendita e i licenziamenti. “I fatti, si legge in una nota del sindacato, dimostrano che a partire dallo strangolamento economico operato dai tagli di Provincia e Regione, la gestione dell'azienda ha subito una gravissima involuzione in termini di qualità e quantità dei servizi erogati”. Tanti danni ha prodotto anche la modifica, apportata circa due anni fa allo statuto del CSTP (25 giugno 2010) che ha permesso l'entrata nel CdA di chi era politicamente incompatibile per la carica istituzionale posseduta. Le soluzioni adottate negli ultimi 2 anni, avallate da una complice concertazione sindacale ed istituzionale, hanno minato alle fondamenta una società che nel “ 7° Rapporto sulla mobilità urbana in Italia – anno 2010” presentato dall'ISFORT (Istituto Superiore di Formazione e Ricerca per i Trasporti) era la migliore del meridione d'Italia in termini di “performance del trasporto pubblico”. L'Unione Sindacale di Base mira a sfiduciare i liquidatori e riportare l'azienda in regime di gestione ordinaria per scongiurare il dramma occupazionale e sociale dei dipendenti dell'azienda e di migliaia di utenti che temono di dover rinunciare all'indispensabile servizio di trasporto pubblico.

 

 

 

Ernesto Ferrante