18.06.2012
Napoli » Antonio Casolaro

Etleboro

Succede in Campania che allo strano fenomeno delle discariche fumanti, già tragicamente documentato su queste pagine, se ne possa aggiungere un altro altrettanto inquietante come quello dei roghi.

In questi ultimi giorni le discariche fumanti dal Cantariello di Casoria alla Resit di Giugliano sono interessate anche da stranissimi incendi che avvolgono le sterpaglie e tutto ciò che è presente sulla superficie delle stesse in corrispondenza delle famigerate fumarole. Combustione dovuta al caldo sprigionato dai gas o incendi dolosi appiccati dalla malavita? Le associazioni ecologiste e i comitati civici non sembrano avere dubbi sulla natura degli incendi, del resto chi vive da queste parti ben conosce le tecniche usate dai clan per smaltire i rifiuti e le prove dello scempio là dove le istituzioni non si avventurano nemmeno. La Commissione regionale d’inchiesta sulle ecomafie, nella persona del presidente Antonio Amato, nei giorni scorsi ha effettuato un sopralluogo alla Resit, che tra l’altro è un’area sottoposta a sequestro giudiziario, definendone “spaventose” le condizioni ed esprimendo preoccupazioni circa il possibile danneggiamento dei teli di protezione della discarica e dei camini per la captazione del residuo biogas e del percolato. “Quell’area è sotto sequestro - afferma Lucia De Cicco presidente dell’associazione L’Eco della fascia costiera - Porre sotto sequestro probabilmente in Campania vuol dire abbandonare a se stesso il degrado e lo scempio di una zona. La differenza tra camorra e legalità dove sta, se ognuno fa scempio del territorio?”. Tutto questo accade mentre viene finalmente approvato dalla regione, proprio in questi giorni, il disegno di legge che da il via alla istituzione di un registro regionale dei tumori, ma sono in molti a ritenere che in mancanza di un piano urgentissimo di bonifiche questo rischi di diventare semplicemente una macabra conta di morti. “E’ chiaro che non si può attendere un solo attimo in più per la bonifica dei siti - fanno sapere dal “Comitato No Discariche Comuni a Nord di Napoli” - chiediamo dunque che l’ASL, l’Arpac, la Commissione regionale per le bonifiche, insomma tutte le istituzioni intervenute e chiamate in causa dalla forte mobilitazione popolare, adesso agiscano senza tentennamenti e rallentamenti burocratici, risolvendo innanzitutto l’emergenza e quindi bonificando integralmente il sito”. Il futuro di quella che una volta era la terra più fertile d’Italia e dei suoi figli dipende dalle scelte che verranno effettuate nei prossimi anni. Purtroppo c’è chi afferma, non senza cognizione di causa, che perdurando queste condizioni, tra 10 anni vaste aree della Campania potrebbero non essere più abitabili.

 

 

Antonio Casolaro