20.06.2012
Napoli » Antonio Casolaro

Etleboro

Una enorme colonna di fumo visibile da tutta la provincia di Napoli, ha oscurato il cielo sopra Caivano, comune a nord del capoluogo partenopeo, protraendosi per chilometri e chilometri fino alla provincia di Caserta.

Si tratta del quarto megarogo in pochi mesi nel solo interland napoletano, dopo quelli di Acerra, Giugliano e Bellona. Questa volta ad andare a fuoco è una autorimessa nel comune di Caivano ed in particolare nella zona industriale. I Vigili del Fuoco di Afragola,  sono intervenuti verso le 17.00 con 2 autobotti e due squadre di 10 uomini, ma l’incendio è scoppiato verso le 16.00 e ci sono volute molte ore per portare la situazione alla normalità. “Come per magia di tanto in tanto ma soprattutto d'estate, vanno in fumo numerose discariche abusive o depositi illegali di auto e materiali di ogni genere - dichiara Angelo Ferrillo dell’ associazione “La Terra Dei Fuochi” - Sono incendi periodici, di routine, fatti ad arte per far scomparire le tracce di ciò che si è fatto in silenzio o peggio alla luce del Sole e senza che nessuno fosse mai intervenuto per mesi o anni. Bruciano scassi e depositi di auto da rottamare. Bruciano luoghi adibiti a discariche abusive di materiali di risulta. Bruciano capannoni industriali con materiali d'ogni genere e rifiuti speciali. Insomma, in un modo o nell'altro abbiamo davanti sempre lo stesso copione da 20 anni”. Per i vari comitati ecologisti presenti nella zona la situazione è davvero diventata impossibile e la popolazione è stanca di restare chiusa in casa con il caldo di questi giorni, l’aria è davvero irrespirabile in tutta la provincia a nord di Napoli per non parlare delle conseguenze sui campi coltivati e sulle falde acquifere. La Campania ancora una volta si dimostra essere zona franca per la malavita, che da decenni fa affari con i rifiuti, posta com’è al di fuori dalla sovranità territoriale italiana. L’esempio più eclatante è il comportamento della magistratura che mette sotto sequestro decine di siti pericolosi e abbandona le carte nei cassetti in attesa di una prescrizione che puntualmente arriva a salvare i politici e i loro manutengoli. Ma ormai il disastro ecologico è talmente vasto che colpisce (almeno lui) in maniera democratica tutti e anche chi pensava, fino a qualche tempo fa, di essere immune a determinate patologie tanto in voga in Campania negli ultimi anni.

 

 

Antonio Casolaro