12.06.2012
Campania » Ernesto Ferrante

Etleboro

Qualcuno ha parlato di apocalisse finanziaria e, con i presupposti attuali, potrebbe non aver sbagliato, purtroppo.

Il decreto del governo Monti che impone alla Regione Campania di pagare i 355 milioni dell’inceneritore di Acerra a Impregilo, rischia di far crollare palazzo Santa Lucia sotto una montagna di debiti. La ragioneria è in allarme e il governatore Stefano Caldoro (foto) non riesce a nascondere la preoccupazione. “Dopo la pubblicazione sulla Gazzetta, spiega Caldoro, gli uffici si sono immediatamente mossi. L’enorme spesa da sostenere ci impone su indicazione della Ragioneria il blocco dei pagamenti alle imprese e per le infrastrutture ma anche i versamenti ai Comuni, alle Province e i fondi per l’ambiente”. I soldi per pagare l’impianto sono presi dai Fas regionali. Un prelievo forzoso che avrà come traumatiche conseguenze il blocco dei pagamenti, stipendi dei dipendenti esclusi, e la revoca dei decreti già in procedura. “Dalla sera alla mattina ci troviamo con 355 milioni che incidono sul tetto dei pagamenti e questo non era previsto, aggiunge il socialista, e pesa per il 13% sulla cassa, considerando che è quasi il 70% del tetto che riguarda gli investimenti”. I finanziamenti ai Comuni e alle Province, rischiano dunque di essere polverizzati dalla disposizione sul pagamento all’Impregilo che sarebbe stata inserita nel decreto, all’ultimo momento, dal ministero dell’Economia ed è stata comunicata a Caldoro con un vero e proprio blitz del sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Antonio Catricalà. Un improvviso cambio delle carte in tavola, dato che l’intesa prevedeva una partecipazione dello Stato alla spesa. In una regione alle prese con drammatiche emergenze finanziarie, la prospettiva del blocco dei pagamenti e della revoca di quelli già partiti, è uno tsunami in grado di radere al suolo i grandi progetti: dalla Metropolitana al Centro storico di Napoli, dall’Alta capacità Napoli-Bari ai Porti, ma anche tutto il settore della Forestazione, delle compensazioni ambientali ai Comuni, il sistema dei trasporti, le opere pubbliche. Il governatore ha chiesto all’opposizione una “collaborazione responsabile” per fare blocco comune contro lo scellerato diktat dei professori. Peppe Russo, capogruppo Pd in Consiglio regionale, si è detto pronto a raccogliere l’appello “per dare il contributo dei democratici non a Caldoro e al suo governo ma alle comunità campane che rischiano di pagare un prezzo altissimo a causa degli errori consumati dal precedente governo nazionale”. Di diverso avviso è invece Andrea Cozzolino, europarlamentare del Pd ed ex assessore bassolininano, che chiede a Caldoro di annullare ad horas la delibera di giunta del 4 aprile 2012 con la quale si stabilisce che la Regione accede al trasferimento della proprietà del termovalorizzatore. Contro il provvedimento del governo si sono espressi sindacati, industriali, Conferenza delle Regioni e Comuni, che, già penalizzati dai tagli del Governo, rischiano di vedere prosciugati anche i trasferimenti dalla Regione. Dura la presa di posizione di Vincenzo Cuomo, sindaco di Portici e presidente dell’Anci Campania: “E’ il solito gioco delle parti della filiera istituzionale. Il governo scarica sulla Regione, che a sua volta scarica sui Comuni e a pagare sono soprattutto quelli piccoli che rischiano di non riuscire a pagare nemmeno gli stipendi ai dipendenti”.

 

 

 

Ernesto Ferrante