01.07.2012
Italia » Ernesto Ferrante

Etleboro

E’ la regina dei malumori, la fatina dell’antipatia e la lacrima meno commovente d’Italia. Non c’è sua uscita che non provochi discussioni e mugugni.

E’ la professoressa Elsa Fornero, ministro del (non) Lavoro e delle Politiche antiSociali. Non paga delle precedenti esibizioni, durante il convegno “Autonomia delle persone con disabilità: un nuovo contributo per assicurarla”, tenutosi a Milano, nell’ambito di “Reatech Italia”, la Fiera per l’accessibilità, inclusione ed autonomia delle persone disabili, ha prima sparato in aria un fumogeno di avvertimento, dichiarando che “Non si può pensare che lo Stato sia in grado di fornire tutto in termini di trasferimenti e servizi’’, poi, una volta raggelata la platea, ha chiarito meglio il concetto: “Sia il privato che lavora per il profitto sia il volontariato no profit sono necessari per superare i vincoli di risorse. Il privato, in più del pubblico, possiede anche la creatività per innovare e per creare prodotti che aiutino i disabili. La sinergia tra pubblico e privato va quindi rafforzata”. Prodotti assicurativi, sia chiaro. “Per evitare accuse di raggiro o frodi, ha aggiunto la professoressa, il ruolo pubblico dovrebbe dare credibilità inserendosi nella relazione tra la persona e il mondo assicurativo. C’è bisogno di innovazione finanziaria e creatività”. Avvertimenti incartati in qualche parola patinata, che tuttavia non riescono a nascondere quella che è l’idea dei professori, ovvero che gli stanziamenti per l’autonomia personale delle persone con disabilità siano un sovraccarico insostenibile da tagliuzzare e dirottare nelle fauci dei soliti noti. Lo ha capito bene Pietro Barbieri, presidente della Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap che non ricorre a diplomatici giri di parole: “Lo Stato rinuncia ad attuare quanto previsto dall’articolo 38 della Carta costituzionale e quanto sancito dalla Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità. Getta la spugna invocando un intervento caritatevole (o interessato) dei privati. Un lesto e mesto ritorno alle opere pie… o a qualcosa di peggio”. Il peggio è presto individuabile: lo stato indossa i panni del procacciatore d’affari per le Assicurazioni e le eventuali risposte assistenziali sarebbero erogate in virtù di una polizza pagata in vita dai Cittadini. E di chi non può permettersi di pagare una polizza assicurativa, cosa ne sarà? Per ora non è dato saperlo. Nel vangelo del governo della miseria, in cui spiccano parole come “creatività”, “efficienza” e “sobrietà”, manca la parola “socialità”. Le compagnie di assicurazione ringraziano e presto potrebbero farlo anche gli immobiliaristi, se verrà meglio chiarito quest’altro Elsapensiero: “Qualche volta le persone anziane si trovano intrappolate in una casa che costa troppo e hanno difficoltà ad ottenere aiuti”. Ci penserà il governo con l’IMU ad agevolare il trasloco in qualche appartamento più piccolo o qualche buon intermediario del cemento? “Sono dinamiche e logiche che non ci appartengono, conclude Barbieri, ma che rischiano di stritolare ogni prospettiva di reale inclusione sociale o di condizionarla al censo, al patrimonio, all’età più che ad un diritto costituzionale e, prima ancora, umano”.

 

 

 

Ernesto Ferrante