02.06.2012
Italia » Ernesto Ferrante

Etleboro

Si moltiplicano ad ogni latitudine, politica e geografica, le manifestazioni antiEquitalia.

Martedì mattina, dalle 8 fino a mezzogiorno, il “Front Furlan” ha organizzato un presidio di fronte alla sede di Equitalia a Udine, in via Gorghi.

Oltre alla presenza degli indipendentisti friulani, all’adunata hanno preso parte anche il Movimento Libertario, “Insorgenza civile” e il “Movimento per la gente”, il cui fondatore è il presidente del Palermo calcio, Maurizio Zamparini. Nel corso della mattinata sono stati distribuiti volantini con sopra stampato “Basta Equitalia”, “Meno Stato e meno Tasse”, “No all’IMU”, i presenti hanno raccolto le testimonianze dei tanti contribuenti che entravano ed uscivano dalla sede dell’agenzia di riscossione. Federico Simeoni, responsabile del “Front Furlan” ha spiegato di aver programmato l’evento proprio in occasione dell’arrivo del presidente Napolitano a Udine. “E’ un’occasione utile per attirare ancor di più l’attenzione sui problemi che stanno distruggendo la nostra economia, che vanno dalla tassazione insostenibile, alla burocrazia elefantiaca ad una casta romana assolutamente indifendibile. In cambio, però, ci hanno regalato l’IMU, lo sfacelo delle pensioni, l’aumento di luce, gas e carburanti, sui quali gravano oltre il 60% di tasse”. Più diretto ancora è stato Fernando Lusi di Insorgenza: “Qui si pagano tasse per non avere servizi, siamo di fronte al corto circuito di un paese che così com’è non funziona più”. La pressione fiscale è diventata ormai insostenibile e colpisce in maniera particolare i lavoratori, i pensionati, coloro cioè che sono tassati alla fonte, e le imprese. La lotta all’evasione è poco più di una barzelletta da bar e a pagare sono sempre i soliti noti. Da dati recenti emerge che l’85% del gettito Irpef, ben 125 miliardi di Euro, è a carico di lavoratori dipendenti e pensionati, e che il fenomeno dell’evasione raggiunge quasi il 20% del PIL. La stessa IMU, introdotta da Monti, finisce per colpire sempre gli stessi soggetti ed è solo una disastrosa patrimoniale mascherata a carico del ceto medio-popolare. Occorre rivedere radicalmente un sistema debolissimo con i forti e fortissimo con i deboli, reinternalizzando la riscossione dei tributi, saldamente nelle mani di Equitalia. Una funzione così importante per lo Stato non può essere assolta da una spa, che in quanto tale deve fare profitto sulle spalle dei contribuenti. L’annunciato ritocco dell’aggio cambierà poco gli attuali rapporti di forza. Bisogna azzerare quegli automatismi di calcolo che fanno lievitare l’importo della cartella esattoriale. Il fatto che sia un’azienda a capitale pubblico, non la rende più morbida. Il suo modo di operare è quello di una spa opera nel settore commerciale dell’insolvenza finanziaria. Equitalia, contrariamente a quanto si asserisce per giustificarne i metodi, non combatte l’evasione fiscale, è un’agenzia di riscossione che alimenta un meccanismo vessatorio (per esempio notificando le cartelle esattoriali quasi allo scadere del tempo di prescrizione, dei cinque anni, in modo da maturare interessi che arrivano anche al 400-500% del valore iniziale e ricorrendo a pignoramenti e ipoteche su beni primari come la casa di abitazione). I correttivi introdotti per le somme inferiori a ventimila euro, sono poca roba. Ha zone d’ombra sulle quali vanno puntati i riflettori (si pensi al caso della responsabile di Torino e Provincia per Equitalia, che ha firmato migliaia di ipoteche ed è risultata anche presidente di una società privata dedita alla compravendita di immobili e al rilevamento di crediti in sofferenza…). Matura un profitto del 5-6% (ma fino a questo anno era del 9%…) sulle cifre riscosse. Sta dissanguando gli italiani con la complicità del governo e della casta parlamentare che l’hanno elevata al rango di reliquia sacra. Chi la tocca, anche solo con le parole, è sacrilego e incline alla violenza. E che non la si chiami Strozzitalia!

 

 

 

Ernesto Ferrante