25.05.2012
Italia » Ernesto Ferrante

Etleboro

La stretta creditizia sta soffocando le piccole imprese. Dall'indagine realizzata da Fondazione Impresa emerge che quasi una piccola impresa su due (il 43,3%) ha incontrato difficoltà nell'accesso al credito.

La situazione è più critica al Nord Est (48,2%), mentre al Centro Italia si è sofferto di meno: qui hanno avuto difficoltà 4 imprese su 10 (il 41,0%). Nella maggioranza dei casi (57,1%) le piccole imprese richiedono credito per superare la fase di crisi e gestire la mancanza di liquidità. Secondo i ricercatori di Fondazione Impresa, necessitano di credito per gestire le operazioni quotidiane come il pagamento dei propri dipendenti, dei fornitori, delle imposte e il fenomeno del credit crunch è preoccupante perché rischia di minare la loro sopravvivenza. Tale aspetto è particolarmente evidente nel Centro (63,3%) e nel Mezzogiorno (60,0%). Nel Nord d'Italia emerge, invece, una maggiore propensione all'utilizzo di finanziamenti per i nuovi investimenti (rispettivamente 38,7% per il Nord Est e 37,0% per il Nord Ovest rispetto al 33,0% della media italiana). Nel Nord Est, tuttavia, si registra anche una maggiore difficoltà ad ottenere credito (48,2% vs il 43,3% della media nazionale). Il principale motivo di difficoltà d'accesso al credito riguarda la richiesta di garanzie eccessive (48,9%) mentre il 27,7% delle piccole imprese ha indicato tassi di interesse troppo elevati. Nel Nord Ovest la richiesta di garanzie eccessive da parte delle banche è indicata addirittura da quasi 6 imprese su 10 (il 58,8%); nel Mezzogiorno tale incidenza scende al 40,6% e si rafforza la tesi dei tassi di interesse troppo elevati (34,4% rispetto alla media nazionale del 27,7%). A fine gennaio del 2012 il credito alle imprese si è fermato (+0,0% rispetto a gennaio 2011) e a febbraio è addirittura diminuito (-1,1%). Nel caso delle piccole imprese (meno di 20 addetti) si registra il terzo mese di contrazione e a febbraio il credit crunch è stato del 2,6%. Per le imprese più grandi si verifica una contrazione meno brusca (-0,7%). In particolare, il 24,7% delle piccole imprese ha incontrato “alcune difficoltà” ad ottenere credito, il 14,1% “molte difficoltà” e nel 4,5% dei casi, nonostante le necessità, il credito è stato negato. Più di una piccola impresa su due (il 55,4%) ritiene che avrebbe difficoltà ad ottenere credito se si recasse in banca: nello specifico il 37,8% sostiene che ci sarebbero alcune difficoltà, il 10,9% molte difficoltà e per ben il 6,7% delle imprese il credito sarebbe addirittura impossibile da ottenere. Dall'elaborazione dei dati della Banca d'Italia emerge una conferma di quanto rilevato dall'indagine di Fondazione Impresa. Nel caso delle piccole imprese (meno di 20 addetti) si registra il terzo mese consecutivo di contrazione: -2,6% a febbraio contro appena il -0,7% per le imprese con più di 20 addetti. Da giugno 2011 a febbraio 2012, il tasso di crescita dei prestiti è passato dal +4,5% al -0,7% per le imprese con almeno 20 addetti e dal +3,1% al -2,6% per le piccole imprese. Tra febbraio del 2011 e febbraio del 2012 i prestiti alle piccole imprese (meno di 20 addetti) sono diminuiti in tutte le regioni italiane con picchi in Molise (-4,4%), Sardegna (-4,0%) e Toscana (-3,7%) mentre solamente in Trentino Alto Adige e in Sicilia si registrano contrazioni più contenute e al di sotto del punto percentuale (rispettivamente -0,8% e -0,9%).

 

 

 

Ernesto Ferrante