11.05.2012
Campania » Giuseppe Parente

Etleboro

Quanto costa un bel bicchiere d’acqua in Campania? Costa davvero caro a quanto pare. Secondo l’annuale rapporto stilato dall’Osservatorio prezzi e tariffe di Cittadinanza Attiva, negli ultimi cinque anni, l’aumento medio dei costi del servizio idrico è stato del 14,2%, con punte di aumento del 79,8% in provincia di Benevento e con Salerno che ha fatto registrare un aumento davvero sostanzioso di oltre il 33%.

La città di Avellino ha invece un triste primato negativo, quello di città colabrodo della Campania, con un tasso di dispersione idrica che la colloca addirittura tra i 10 centri italiani con maggiore tasso di perdite. L’indagine è stata svolta in tutti i capoluoghi di provincia di Italia, focalizzandosi sul servizio idrico integrato per uso domestico, che comprende le seguenti voci in bolletta, acquedotto, canone di fognatura, canone di depurazione delle acque, quota fissa o ex nolo contatore. In base a questa ricerca, condotta da Cittadinanza Attiva, si scoprono aumenti davvero record in Campania dove, nel solo ultimo anno, le tariffe sono aumentate del 4,3%. Si tratta di aumenti che si fanno sentire in bolletta, specie in un momento storico di forte crisi economica. Secondo l’associazione, una famiglia campana composta da tre persone che consuma annualmente 190 metri cubi di acqua, sosterrà una spesa superiore ai 200 euro rispetto ai 150 spesi l’anno precedente. Un nucleo familiare che vive a Salerno, città dove l’acqua è davvero cara, spenderà 235 euro, ben 125 euro di più di una famiglia che vive ad Isernia. A causare questi aumenti contribuisce, senza ombra di dubbio, l’alto tasso di dispersione nella rete idrica. Il 38% dell’acqua campana, purtroppo, si perde nelle condutture, nella sola provincia di Avellino si arriva addirittura al 55%, seguono poi Caserta con il 40%, Salerno con il 39% e Napoli il 24%. Antonio Gaudioso, vice segretario di Cittadinanza Attiva, dichiara: “Quando si parla di infrastrutture necessarie al rilancio del Paese, occorre pensare all’urgenza che rivestono le grandi opere legate al servizio idrico, ad iniziare dagli acquedotti, anche per arginare l’enorme spreco di una risorsa che non è ne illimitata né a costo zero per i cittadini italiani, come dimostrano gli aumenti delle tariffe per il servizio”. “Da questo punto, dichiara Gaudioso, ci aspettiamo molto dal lavoro dell’Autorità, alla quale da poco sono state attribuite competenze in materia di servizi idrici, sperando che possa quanto prima definire e far rispettare ai gestori dell’acqua una diretta relazione tra investimenti, standard di qualità del servizio, e costi in bolletta”.

 

 

Giuseppe Parente