12.05.2012
Impakt » Ernesto Ferrante

Etleboro

È lotta di popolo contro Equitalia. La mattanza di queste ultime settimane, colpevolmente ignorata da Monti e dalle sue truppe cammellate, ha scosso i sudditi-vessati che in ogni angolo del paese si stanno scagliando contro i cingoli di un regime vampiresco e antisociale.

Il fragore del proiettile che Arcangelo Arpino, imprenditore edile di 63 anni, di Vico Equense, si è sparato alla testa giovedì nel parcheggio del Santuario di Pompei, è stato lo squillo di tromba che ha chiamato alla battaglia anche coloro che finora, pur soffrendo, per paura di ritorsioni alla fine passavano sotto il giogo degli esattori. La giornata di ieri è stata scandita da quattro differenti episodi: a Napoli è stata assediata la sede della società di riscossione dei tributi, a Milano sono stati aggrediti due ispettori delle tasse e a Viterbo è stata minacciata la strage in un’Agenzia delle Entrate. E nel primo pomeriggio un pacco bomba è stato inviato alla direzione generale di Equitalia a Roma. Ma un pacco con poca polvere pirica e senza innesco. E’ a Napoli che i cittadini, circa 600 e non 200 come riportato dai velinari dei professori, hanno dato vita alla protesta più forte contro i signori delle tasse. Gli incidenti sono scoppiati per il rifiuto dei responsabili di Equitalia di chiudere gli uffici in segno di lutto per gli ultimi suicidi. Contro la facciata dell’edificio di Equitalia è stata lanciata vernice rossa. Subito dopo sono state abbassate le saracinesche. La battaglia, fra i manifestanti che avevano operato un blocco stradale davanti agli uffici di Equitalia al Corso Meridionale e la polizia, è stata durissima. Gli agenti avevano utilizzato anche dei blindati per proteggere la sede e un elicottero per controllare gli spostamenti dei dimostranti. Il ritorno alla calma è solo cenere su un fuoco che brucia da mesi e sta per divampare. La repressione è benzina versata e i manganelli sono inneschi di nuove esplosioni. Chi non ha ancora capito da che parte stare, presto capirà. Come scrisse Bertolt Brecht, “Chi rimane in casa quando inizia la battaglia e lascia la lotta agli altri dovrà stare attento, perché chi non condivide la lotta condivide la sconfitta. E la lotta è evitata solo da chi vuole evitarla. Dunque chi non lotta per la propria causa lotta per la causa nemica”. O con il popolo o con il regime e i suoi servi...

 

 

Ernesto Ferrante